Claudio Arrau

(Chillán, 6 febbraio 1903 – Mürzzuschlag, 9 giugno 1991)

​Claudio Arrau nacque in Chillan, Cile, il 6 febbraio 1903 e come la maggior parte dei grandi pianisti storici, fu un bambino prodigio. Sua madre era un pianista dilettante e suo padre un oculista che morì in un incidente di equitazione quando Arrau aveva un anno. Per sostenere lei stessa e i tre giovani bambini, Lucretia Leon de Arrau, una donna indomabile, iniziò a dare lezioni di pianoforte.
A Claudio, il più giovane, era permesso di stare seduto accanto a lei cosicché potesse tenerlo d'occhio ed il risultato fu che lui riuscì a leggere le note prima ancora di imparare a leggere le parole. A cinque anni, il ragazzo dava concerti sia in Chillan che a Santiago e a sette, lui e tutta la sua famiglia, inclusa una zia, era in viaggio per Berlino (la Mecca musicale di quel tempo) dove, grazie ad una concessione statale (da un atto del Congresso cileno), studiò per i successivi dieci anni.
A Berlino, dopo aver studiato per due anni con insegnanti sbagliati Arrau, finalmente, trovò l'insegnante a lui adatto: Martin Krause, un allievo di Liszt, famoso critico musicale e amico di tutti i grandi musicisti del suo tempo. Tra il giovane ragazzo ed il grande pedagogo, fu amore a prima vista. Per Arrau, Krause divenne il padre che non aveva mai avuto e per Krause, Arrau era l'alunno che aveva sempre sognato. "Lui sarà la mia opera d'arte", disse Krause, che ebbe come allievo anche Edwin Fischer.

A Berlino, il giovane ragazzo ascoltò tutti i grandi pianisti del momento: Terese Carreno, d'Albert e più tardi, Busoni. Divennero i suoi idoli, specialmente Carreno e Busoni. A 15 anni, quando Krause morì a causa della grande epidemia di influenza del 1918, Arrau rimase per la prima volta senza un insegnante. Ma gli insegnamenti ricevuti da Krause erano stati talmente importanti e validi che egli preferì proseguire da solo. Nel frattempo vinse per due volte il famoso Premio Liszt a 16 e 17 anni.
Così, quando Arrau, a 20 anni fece il suo esordio alla Carnegie Hall, il 20 ottobre 1923, era già un artista maturo che aveva suonato in tutta l'Europa fin dall'età di 11 anni, aveva suonato con Nikisch a Leipzig a 12 anni, a 17 anni aveva fatto due esordi importanti, a Londra (alla Royal Albert Hall) e a Berlino, con la Filharmonica di Berlino diretta da Karl Muck.

Arrau andò negli Stati Uniti per un tour che doveva comprendere 30 concerti, ma si ritrovò solamente con cinque concerti (a quei tempi queste cose accadevano anche a veterani come Carreno e Busoni): tre concerti a New York e apparizioni con la Boston and Chicago Symphonies; alla Carnegie Hall, con la sala quasi sempre vuota.
A Berlino, dopo la Prima Guerra Mondiale, stavano nascendo idee nuove. Il tempo dei pianisti da salotto era quasi finito, la musicologia si affermò come nuova disciplina e stavano emergendo i grandi interpreti di Beethoven trasformando l'arte di suonare il pianoforte. Lo spirito di Busoni, d'Albert ed Ansorge aleggiava dappertutto, Arthur Schnabel ed Edwin Fischer stavano affermando la loro popolarità. La libertà di espressione e la fedeltà al testo erano all'ordine del giorno.

Senza rinunciare a Liszt, Arrau gravitò intorno a Beethoven. La fedeltà testuale e la libertà di espressione divennero i suoi due principi fondamentali. In una Germania affamata, lui riuscì a mantenere viva la sua famiglia. Nel 1927, a 24 anni, vinse il famoso Premio Internazionale di Ginevra (in giuria c'erano Cortot, de Motta ed Arthr Rubinstein). I grandi compositori - Bach, Beethoven, Mozart Schubert - erano divenuti la sua vita. A 32 anni Arrau aveva suonato le 32 Sonate di Beethoven e tutte le Sonate di Schubert e Mozart così come i cicli di concerti di Weber e tutte le composizioni per tastiera di Bach in una serie di 12 recitals che lo fecero diventare una leggenda a Berlino.

Durante quel tempo, Arrau suonava anche Schumann, Brahms, Chopin, Liszt, Debussy, Albeniz, Groviglio e Schönberg, inducendo il più importante critico musicale del London Times, William Mann, a scrivere, diversi anni dopo la Seconda Guerra mondiale: "ci sono pianisti che sono considerati grandi interpreti di Bach, Mozart, Beethoven, Chopin e Liszt. Arrau è l'unico pianista vivente che, mentre sta suonando, riesce a convincere le persone che è lui il più grande interprete di tutti questi compositori e di molti altri ancora."

Arrau ritornò a suonare alla Carnegie Hall a febbraio del 1941. Si sentì pronto e maturo e, questa volta, la sua fama l'aveva preceduto e la sala fu piena. Ci furono critiche entusiasmanti pubblicate sugli articoli del New York Times, così come in quelli di altri giornali, compreso il Time Magazine. La stagione seguente suonò più di 100 concerti attraverso gli Stati Uniti ed il Canada ed ebbe il privilegio di essere invitato a suonare in quella stessa stagione due volte con le orchestre di Boston e Chicago.

Nel 1958 il suo tour mondiale includeva l'Unione Sovietica, il Giappone, l'Australia e la Nuova Zelanda, così come l'Europa, Israele, gli Stati Uniti, il Canada, il Messico e l'America Meridionale - un tour che, in gran parte, ripetè nel 1974-75. Infatti, ad eccezione di Pechino, non c'è al mondo una città importante, grande o piccola che sia, dove Arrau non si è esibito. Durante la stagione 1981-82, oltre agli Stati Uniti, Canada, Europa e Brasile egli fece anche il suo quinto ritorno in Giappone e, successivamente nel maggio del 1987, un sesto ritorno trionfante in Giappone e Corea del Sud.

Durante il 1982-83, il mondo intero si congiunse nel celebrare l'80° compleanno del Maestro. Il suo recital alla Avery Fisher Hall, a febbraio, fu la celebrazione ufficiale del suo compleanno e fu trasmesso in televisione. Ci furono anche documentari in TV sia a Londra che in Germania. Gli furono conferite anche una serie di onorificenze e premi in occasione dei suoi compleanni, compreso l'International UNESCO Music Prize nel 1983, il National Arts Prize dal Cile, l'Aztec Eagle dal Messico, un Commandatore dall'Accademia di Santa Cecilia di Roma ed un Commandeur de la Legion de Honneur, la decorazione più alta di Francia.
Come parte delle celebrazioni per il suo 80° compleanno, Arrau ritornò nel suo Cile natio, nel maggio 1984, come simbolo della pace, dopo un'assenza di 17 anni, per suonare, come lui disse, "per un'intera generazione nuova che non mi ha mai sentito". Il tributo fu tale da poter essere paragonato al ritorno di Paderewski in Polonia, dopo la Prima Guerra Mondiale ed il ritorno di Liszt in Ungheria, sotto gli austriaci, nel 1839. Come il New York Times riportò in un lungo articolo in prima pagina, Arrau dominò i giornali locali per settimane ed i suoi concerti a Santiago (sei in undici giorni) furono visti e sentiti in TV dall'80% della nazione.

Il suo 85° compleanno, il 6 febbraio 1988, fu un'altra occasione per celebrare l'evento in tutto il mondo. In quell'occasione Arrau interpretò magistralmente il 5° Concerto di Beethoven, "Imperatore", a Londra, sotto la direzione di Sir Colin Davis che fu trasmesso in televisione e registrato in un video insieme al Quarto Concerto di Beethoven diretto da Riccardo Muti.

Dal 1941, Arrau si trasferì, insieme alla sua ultima moglie Ruth, a Douglaston, New York. In estate amava ritirarsi nel Vermont, qualche volta insieme con i suoi bambini e nipoti e sempre con i suoi adorati gatti e cani. Arrau divenne un cittadino americano a febbraio del 1979, ma conservò il doppio passaporto.

Completò una nuova Edizione Urtext delle Sonate per pianoforte di Beethoven per la famosa casa editrice musicale Peters a Francoforte nel 1978. La prima, dopo quella di Shnabel del 1935, curata da un interprete famoso di Beethoven. Essa include tutte le diteggiature di Arrau, così come i tempi di Beethoven (quando disponibili), di Czerny ed Arrau e molti suggerimenti per le dinamiche, la pedalizzazione e la pratica concertistica. 




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