Rachmaninov (1873-1943) fu uno dei più grandi pianisti-compositori
della storia e certamente il più grande nel XX secolo. I suoi
insegnanti di pianoforte furono Nikolai Zverov (1832-93) ed Alexander
Siloti (1863-1945), il secondo era cugino di Rachmaninov ed un alunno
di Liszt. Prima della Rivoluzione del 1917, compose la maggior parte
dei suoi capolavori (i primi tre concerti per pianoforte, 24 Preludi,
17 Etudes-tableaux la Sinfonia No.2, ecc.). Dopo la Rivoluzione, lasciò
la Russia ed andò negli Stati Uniti, dove iniziò a concentrarsi
sul pianoforte e sulla carriera da direttore (non dimentichiamo le sorprendenti
incisioni orchestrali della sua Terza sinfonia e "Isle of the Dead").
Rachmaninov realizzò le sue prime incisioni commerciali nel 1919
e continuò a farlo fin quasi alla fine della sua vita. Le incisioni
complete di Rachmaninov sono disponibili in 10 CD RCA.
Rachmaninov fu un maestro della purezza, non solo perché suonava
ogni nota con molta accuratezza, ma anche nello stile. Se si confrontano
le sue incisioni con quelle dei suoi contemporanei, come Ignacy Paderewski,
Vladimir de Pachmann, Arthur de Greef, Ignaz Friedman, Josef Hofmann
ecc. ci si può rendere conto di come il suo stile fosse del tutto
moderno, il suo modo di suonare, ricco e cantabile. Lui non arricchì
mai intenzionalmente né addensò le sue interpretazioni
tanto quanto Hofmann o Horowitz. Usò un tempo fluente che non
era mai troppo veloce, con eccezioni rare, come le ottave nel Terzo
Scherzo di Chopin. Non cercò di entusiasmare gli ascoltatori
con dinamiche esagerate, tempi veloci o volumi estremi. Il suo modo
di suonare era ricco di sentimento ma mai sentimentale. Rachmaninov
conquistò il suo pubblico con la sua acutezza, sublimità
e controllo tecnico e perfetto.
Grazie ad un approccio prevalentemente analitico, egli cercò
sempre il significato più profondo di un brano.
Le sue più importanti incisioni sono quelle dei suoi stessi
lavori, inclusi i 4 concerti, la Rapsodia su un Tema di Paganini, 3
Etudes-tableaux, 8 Preludi, e numerosi piccoli brani per pianoforte
solo.
Arthur Schnabel, uno fra i maggiori interpreti di Beethoven, sentì
una volta Rachmaninov suonare una sonata di Beethoven ed esclamò
che quella era la migliore interpretazione di Beethoven che lui avesse
mai sentito. È un peccato che Rachmaninov non registrò
mai una sola sonata per pianoforte di Beethoven. Coma musica da camera,
registrò la Sonata di Beethoven per Violino e Pianoforte No.8,
così come la D.574 di Schubert e l'Op.45 di Grieg, tutte col
grande violinista Fritz Kreisler. Queste incisioni rivelano in Rachmaninov
un accompagnatore eccellente.
|