Svjatoslav Richter

(Žytomyr, 20 marzo 1915 – Mosca, 1º agosto 1997))

​Sviatoslav Richter, considerato da molti uno dei pianisti russi più eccellenti del ventesimo secolo, nacque a Zhitomir, nell'Ucraina, il 20 marzo 1915. Suo padre, Theophile era un pianista e diede al giovane Sviatoslav il suo primo addestramento musicale. La madre, Anna, era un'artista d'ingegno che amò la musica e collaborò con il soprano svedese Jenny Lind. Il giovane Richter fu essenzialmente un autodidatta e sviluppò la sua tecnica straordinaria suonando qualunque cosa gli piacesse. A otto anni era in grado di suonare una partitura d’opera, inclusa la musica di Richard Wagner. Riusciva a memorizzare qualsiasi cosa a prima vista.
Richter crebbe a Odessa, dove suo padre insegnò al Conservatorio. Nello stesso tempo crebbero a Odessa anche Emil Gilels e David Oistrakh che diventeranno, più tardi, suoi partner per la musica da camera. Durante questi anni Richter era un “repetiteur”, un pianista di prova, a Odessa. Il suo esordio come solista avvenne il 19 febbraio 1934, alla Odessa House of Engineers. Il programma incluse la Ballata di Chopin n. 4, la Polonaise-fantaisie, lo Scherzo in Mi Magg., una selezione di Notturni, Studi, e Preludi, tutti pezzi difficili. Il recital fu un grande successo e decretò l’inizio della carriera di Richter come virtuoso.

Nel 1937 si trasferì a Mosca per studiare col grande pianista e pedagogo Heinrich Neuhaus. Richter non diede l'esame di ammissione al Conservatorio. Lui chiese semplicemente a Neuhaus di prenderlo come allievo. Neuhaus lo ascoltò suonare e disse, "Ecco l'alunno che ho aspettato tutta la mia vita. Per me, lui è un genio". Neuhaus dichiarò che non aveva nulla da insegnare a Richter ma in ogni modo lo accettò come allievo. Il 26 novembre 1940, mentre era ancora studente al Conservatorio, Richter fece il suo esordio a Mosca. Nel suo primo concerto pubblico presentò la Sonata n.6 di Prokofiev e suscitò un'impressione estremamente favorevole sul pubblico e sul compositore. Quando Prokofiev completò la sua settima Sonata, nel 1942, la consegnò a Richter per la prima esecuzione. Richter imparò il pezzo in soli quattro giorni, e lo eseguì il gennaio seguente. Sempre a lui Prokofiev affidò le prime esecuzioni delle sonate ottava e nona, l’ultima delle quali dedicata a Richter stesso.
La prima vittoria in un concorso, Richter l’ottenne nel 1945, nel All-Union Contest of Performers. La giuria era capeggiata da Dmitri Shostakovich e includeva anche Gilels. Richter vinse il primo premio. Più tardi Shostakovich scrisse: "Richter è un fenomeno straordinario. L'enormità del suo talento rapisce. Qualsiasi fenomeno di arte musicale è accessibile per lui".
Richter vinse il Premio Stalin nel 1949, insieme a qualche riconoscimento, ufficiale e non, dal governo sovietico.

Nel 1945 Richter accompagnò al pianoforte la soprano russa Nina Dorliak in un programma che includeva canzoni di Rimsky-Korsakov e Prokofiev. Questa unione durò per il resto delle loro vite. Richter e Dorliak non si sposarono mai ufficialmente, ma furono compagni costanti. Lei fu il contrappeso pratico alla sua natura impulsiva. Organizzava e gli ricordava i suoi impegni professionali e gli appuntamenti.

In Occidente Richter venne ascoltato per la prima attraverso incisioni degli anni cinquanta, e la sua reputazione crebbe rapidamente. Quando Gilels viaggiò negli Stati Uniti, nel 1955, la sua risposta ai critici che lodarono i suoi concerti fu: "Aspettate di sentire Richter!" Il grande impresario Sol Hurok tentò di organizzare un tour, ma il governo sovietico non lo permise. Durante gli anni ‘50 Richter viaggiò attraverso i paesi Comunisti dell'Europa Orientale, ma fino al maggio 1960 non gli fu permesso di viaggiare verso l'Ovest. Cinque mesi più tardi fece il suo esordio Americano a Chicago. Suonò il Secondo Concerto di Brahms, con Erich Leinsdorf come direttore. Il giorno seguente fu realizzata un'incisione. Il suo esordio di New York consistette in una serie di sette concerti in dieci giorni alla Carnegie Hall nell’ottobre 1960. L'insegnante di pianoforte principale alla Juilliard School, Rosina Lhevinne, lo lodò: "Richter è un poeta ispirato della musica… un fenomeno insolito del Ventesimo Secolo".
Richter si stabilì rapidamente nella prima fascia fra gli esecutori e fu molto richiesto per concerti ed incisioni. Viaggiò il mondo e suonò con le migliori orchestre, ma presto decise di non continuare questo stile di vita. Era contro la sua natura prendere tanti impegni con molti anni in anticipo. Preferì seguire il suo istinto ed esplorare un repertorio nuovo.
Nel 1964 Richter, insieme al produttore Jacques Leiser (EMI), fondò un festival annuale, il Fetes Musicales en Touraine at Meslay. Trascorse ogni estate nella campagna francese e diede molti concerti con amici musicisti, inclusi Benjamin Britten, David Oistrakh, e Pierre Fournier. Amò la Francia e passò lì trenta estati.

Oltre alla sua carriera come pianista, Richter si dedicò alla pittura. Produsse molti splendidi acquerelli. Fece anche un’esperienza come direttore d’orchestra, nel 1952. Fu in seguito a un infortunio ad un dito: Richter aveva paura che non avrebbe mai più suonato il pianoforte e studiò direzione per delle settimane. Il dito recuperò rapidamente, e dopo un concerto, la Sinfonia-concerto di Prokofiev con Mstislav Rostropovich, ritornò alla tastiera.

Amava le opere di Wagner, Tchaikovsky, e Verdi, e spesso le suonava sul pianoforte per gli amici. Provò antipatia per il telefono perché non poteva vedere la persona che gli stava parlando. Provò antipatia anche per gli aeroplani e preferì viaggiare in treno o in macchina. Ma amava viaggiare, e nel 1986 viaggiò in macchina da Mosca a Vladivostok, sul Pacifico e diede concerti in molte piccole città lungo la strada. Durante gli ultimi anni divenne famoso per gli appuntamenti annullati all'ultimo minuto e per i concerti dati senza preavviso. Infatti, Richter seguì la sua musa e visse un stile di vita precario. Quando aveva bisogno di soldi dava un concerto.

Per la maggior parte della sua vita, Richter fu un eccellente lettore a prima vista e poteva suonare immediatamente brani che non aveva mai visto o sentito. Dopo il 1980, in seguito ad un errore di memoria imbarazzante, suonò quasi sempre con lo spartito. Nei suoi ultimi anni preferiva che le luci della sala dove suonava fossero spente, a parte una piccola lampada sul leggio, così da lasciare il pubblico completamente al buio. Questo per creare una condizione ottimale per la concentrazione dell’ascoltatore sulla musica.
L'ultimo concerto di Richter fu a Lubeck, Germania, alla fine di marzo 1995. Aveva ottant’anni e la sua salute era precaria. Il programma comprendeva tre Sonate di Haydn e le Variazioni di Beethoven di Max Reger.
Morì a Mosca il 1 agosto 1997.






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